Commenti

  • Serena Maffìa è strana, giovane e saggia, tutto nella sua poesia emana una inaspettata fosforescenza. (Maria Luisa Spaziani)
  • La poesia di Serena Maffia è fresca con una buona vena di vitalità, Serena ha un canto felice. (Giuseppe Conte)
  • Serena Maffìa è una strega. (Alberto Bevilacqua)
  • Serena Maffìa ha un’energia che cattura, Serena ha una splendida mente. (Carlo Lizzani)
  • Oltre ad essere bella e dolce e intelligente, e quindi odiata da tutti, Serena Maffìa ha talento. (Luciano De Crescenzo)
  • Serena Maffìa evita di continuo i luoghi comuni e raggiunge invece, con sorprendente rapidità, i recessi della percezione. (Elena Clementelli)
  • Serena Maffìa una freschezza e un’inventiva notevoli. (Attilio Lolini)
  • Serena Maffia ha detto sì all’esistenza. (Davide Rondoni)
  • Leggere Serena Maffìa vuol dire “lasciarsi divertire” anche in quei passaggi, e ce ne sono, di sofferta discesa negli inferi della psiche. (Fabio Pierangeli)
  •  Sono sempre felice di parlare di Serena Maffìa per due motivi essenziali: per l’intrinseco valore della sua scrittura teatrale, per l’esemplarità che i suoi testi rappresentano in quanto elaborazione di una drammaturga e regista che si assume il compito di portare avanti quel rinnovamento drammaturgico e teatrale che aspettavamo. (Giorgio Taffon)
  • Serena Maffia è la verità umana, la trasparenza ritrovata delle cose, dei sentimenti, dell’angoscia di vivere, l’autenticità del sentire che incendia – e placa – la tensione del linguaggio. (Mario Specchio)
  • Serena Maffìa scagiona Eva, sradica alberi, esorcizza il male. (Plinio Perilli)
  • È la personalità di Serena Maffìa a suggerire alle persone “colte” di non essere banali o retoriche. (Quintino Di Marco)
  • Serena Maffìa si serve del caricaturale per dipingere come basso e inferiore il mondo morale. (Roberto Mosena)
  • Serena Maffìa è una scrittrice jazz. (Vera Franci Riggio)
  • La scrittura di Serena Maffia si risolve nel graffio di una prosa vincente e corsara. Le strade dei sensi delle sue parole sono lucenti di una  vita sulfurea  che si cerca e si desola  sovente  per certo perbenismo provinciale: il linguaggio che sbaracca vieti toni sublimi è usato sì come arma , ma è anche ferita di un  corpo che ama e soffre per assoluti di carne che odorano di mare. Lasciando volutamente in disparte le crisalidi d’inverno del desiderio le parole volano giocando la notte accesa di un’inventata terrestre giovinezza. (Paolo Carlucci)
  • Serena Maffìa genera forfora (Ugo Magnanti)